Computerworld ha pubblicato i risultati di un’inchiesta della celeberrima società di analisi Gartner che demolisce alcuni falsi miti sui Software as a Service (SaaS).

Tanto per cominciare l’analisi, intitolata ‘Fast-Checking: the 5 Most Common SaaS Assumptions‘, mette in dubbio quello che è considerato uno dei principali punti a favore del software come servizio: “Non è detto che il SaaS sia più economico del software installato in casa nelle modalità tradizionali (on premise)”, avverte Gartner.
La società di ricerca sostiene infatti che per il gran parlare che si è fatto negli ultimi tempi sull’argomento, si sono diffuse molte false credenze soprattutto sui costi del SaaS: “La realtà è che conviene nei primi due anni, ma su cinque anni il Total Cost of Ownership del software on-premise è più basso”. Parte di questo si deve a una semplice ragione contabile, e cioè che il sofware come cespite dopo cinque anni è stato totalmente ammortizzato.

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Nel report quindi il vice president di Gartner Robert DeSisto raccomanda alle aziende di fare “un’analisi realistica” di un eventuale progetto SaaS: “La preoccupazione è che alcune potrebbero procedere soltanto basandosi sui falsi miti che attualmente sono diffusi sul SaaS”.

Non solo: Gartner attacca anche altre convinzioni consolidate sui vantaggi del SaaS. Una è quella dei rapidi tempi di implementazione. “Alcuni fornitori parlano di 30 giorni come durata media di un progetto di questo tipo, ma in alcuni casi ci vogliono anche sette mesi”.
Un’altra è quella del “paghi solo ciò che consumi”. In realtà, dice il report, nella grande maggioranza dei casi le aziende utenti devono firmare contratti predefiniti con cifre già fissate.

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Ma l’analisi non è solo negativa: la società di ricerca avverte che ci sono altri miti da sfatare anche in negativo. Molti per esempio temono di non poter integrare queste soluzioni con altri software o fonti di dati che l’azienda usa già. Ma è un timore immotivato, dice Gartner, perché i dati possono essere inseriti nella soluzione SaaS e poi aggiornati regolarmente, oppure sincronizzati in tempo reale con appositi web services.
Inoltre DeSisto sottolinea che anche l’argomento personalizzazioni non è più un problema. Se le soluzioni SaaS nei primi tempi erano disponibili soltanto per le funzioni più basiche, oggi le tecnologie su cui sono basate hanno fatto ampi passi avanti che permettono appunto ampi margini di personalizzazione.

E’ stata annunciata da Microsoft Italia la disponibilità di software e servizi in affitto (SaaS) per aziende di ogni dimensione, senza dover acquistare un server ne pacchetti software. Ogni azienda potrà dotare i propri dipendenti dei servizi Exchange Online e Share Point Online pagando un contributo mensile che varia tra i 3 e i 15 dollari per utente al mese. Ecco un simpatico video esplicativo delle nuove possibilità del Software as a Service, del cloud computing e delle nuove possibilità delle integrazioni con i “vecchi” software.

Notizie importanti per chi usufruisce dei servizi di Google Apps. L’azienda di Mountain View cambia le regole per l’accesso alle applicazioni, da oggi le imprese con più di 50 dipendenti saranno obbligate ad acquistare la versione Premier mentre la versione Standard sarà riservata soltanto alle piccole realtà. La disposizione non è retroattiva e chi aveva implementato le applicazioni della versione Standard precedentemente non è tenuto all’upgrade a pagamento.

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Ma la novità significativa è un’altra. Da Marzo Big-G lancia i Google Apps Authorized Reseller, cioè aprirà la porta a rivenditori autorizzati che offriranno direttamente alle aziende clienti il pacchetto Apps Premier come Software as a Service (SaaS). La suite versione business comprende Gmail, Google Calendar, Google Talk, Google Sites, Google Documenti, Google Video for business e il costo dovrebbe aggirarsi intorno ai 50 dollari per utente all’anno. I rivenditori avranno il contatto diretto con i clienti, senza interferenze dalla casa madre, e customizzeranno il servizio secondo le varie esigenze. Ai Reseller, Google fornirà supporto, formazione e strumenti di ausilio alle vendite e al marketing, nonché l’accesso ai tool necessari per l’integrazione di Google Apps negli ambienti delle aziende clienti. Requisiti necessari sono esperienza e forte conoscenza delle logiche SaaS, nonché un modello di business che offra al cliente alto valore aggiunto.
L’ennesima sfida a Microsoft e ai suoi applicativi è lanciata.

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Per ottimizzare la gestione dei flussi finanziari razionalizzando le spese ASP Italia presenta una soluzione senza dispendio di capitale: l’utilizzo di applicativi Asp concepiti come Software as a Service (SaaS), cioè non istallati direttamente sui PC ma bensì on demand.outsourcing software as a service on demand vps
Un servizio che si basa su applicativi che girano su un Virtual Private Server (VPS), cioè un server collegato alla rete Internet attraverso una VPN. I costi di acquisto e di mantenimento vengono annullati, la gestione viene delegata e il servizio è customizzato per le singole esigenze. Il VPS è localizzato in un  che può gestire anche più clienti simultaneamente per poter distribuire i costi su più server. SaaS software as a service asp pc vps vpn

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