Kenya: la patria dell’outsourcing.
luglio 11, 2011
La nuova patria dell’outsourcing? È il Kenya. L’Ict Board della nazione africana sta spingendo in questa direzione, cercando di attrarre contratti di outsourcing dal resto del mondo.
Lo stesso Ict Board keniota si sta sempre più impegnando per promuovere in Kenya lo sviluppo di software, grafica, animazione e videogiochi. Con lo scopo evidente di attrarre capitali dall’estero, grazie ai prezzi (evidentemente) competitivi della nazione keniota.
E tutto questo nonostante uno dei limiti palesi del Kenya: l’inadeguatezza della struttura delle telecomunicazioni. Non a caso il Kenya si è specializzato nei servizi di outsourcing di tipo vocale, come i call center.
Ma la connessione a Teams, Seacom e Eassy (tre grandi cavi di fibra ottica sottomarina) apre un nuovo scenario per l’economia della nazione africana.
Outsourcing e privacy: la responsabilità è dell’azienda
luglio 8, 2011
Anche in outsourcing, la responsabilità sulla privacy resta. E il compito di rispettare il trattamento dei dati personali ricade unicamente sull’azienda che decide di ricorrere all’esternalizzazione del servizio. Questo stabilisce la deliberazione del 15 giugno 2011 del Garante della Privacy, pubblicata sul numero della Gazzetta Ufficiale del 4 luglio scorso.
Le ragioni che hanno indotto il Garante a prendere provvedimenti in materia di outsourcing e privacy sono semplici: spesso, alle società di outsourcing competevano anche mansioni tipicamente commerciali, come contattare i clienti (reali o eventuali) per promozioni, proposte commerciali e raccolta di eventuali adesioni tramite modulistica.
BYTE continua a crescere
gennaio 15, 2009
Il 2009 risulterà un anno molto positivo per BYTE, una delle società leader nella gestione dell’outsourcing e dei software delle HR. Un aumento del 5% trainato dal sempre più massiccio ricorso da parte delle aziende in questo periodo di crisi all’esternalizzazione sia della gestione amministrativa del personale sia della valorizzazione delle risorse umane.
Tagli del personale, pagamento degli stipendi e reclutamento di nuovo personale specializzato sono le funzioni che sempre più vengono delegate ad aziende di servizi terze per l’elevata competenza che maturano soprattutto grazie all’implementazione di software specifici.
Sono quasi 200mila i lavoratori gestiti da BYTE. Numeri destinati a crescere con il perdurare della crisi economica vista la numerosità di posti in cassa integrazione e licenziamenti.